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lunedì 24 gennaio 2011

Il frutto della passione

- Ma che hai sul viso? – Eloyse rise divertita, vedendo il viso dell’amica pasticciato con la farina.
- Mi sono scostata i capelli e devo essermelo sporcato – le sorrise Bunny.
-Aspetta, ti pulisco. –Eloyse le si avvicinò e con la punta della lingua le leccò il contorno della bocca. Intinse un dito nella coppetta piena di crema e iniziò a giocarci, coprendo alcune parti del corpo della cuoca: prima ne mise un po’ sul lobo destro e poi su quello sinistro, poi leccò via la crema. Continuò tracciando una vena immaginaria sul collo, poi una collanina di perle. Ogni volta Bunny avvertiva un brivido perché la crema era fredda, e allo stesso momento era eccitata. Si trovavano nella casa in campagna e sapeva che nessuno sarebbe arrivato prima di sera, ma l’idea che qualche vicina potesse vederla dalla finestra la spaventava e divertiva allo stesso momento: cosa avrebbero detto le vicine tanto a modo se avessero visto una donna nascondere piccoli cm di pelle con della crema per poi aspirare, leccare e morderla con delizia? Cosa avrebbero pensando vedendo il suo corpo tremare mentre Eloyse le sbottonava il grembiule, le apriva i bottoni della camicetta, e spremeva il sac a poche di cioccolata fra i suoi seni? Il cioccolato scivolava pigramente al centro del suo corpo, dividendolo in due. Bunny non indossava il reggiseno. Eloyse si eccitò guardandola…le sue tette ricordavano i meloni piccoli e succosi che avevano a fianco, sul bancone, accanto all’altra frutta. Prese una fragolina, e cambiò la direzione del fluido denso, con il frutto coperto di cioccolata la imboccò. Rimase una traccia del dolce sul petto. Bunny si ripulì con le dita. Eloyse succhiò la cioccolata dalle sue dita con un atteggiamento sensuale, guardandola negli occhi.
Si baciarono e si strinsero avidamente, mescolando i sapori assorbiti.
Bunny aiutò Eloyse a spogliarsi, quando si staccarono l’una dall’altra e le chiese di mettersi sul tavolo, in preda all’euforia sessuale. Tagliò una fetta di melone acerbo, ancora duro, ci accarezzò la guancia di Eloyse e poi la penetrò con una lentezza tale da esasperare l’altra, rossa in volta e già molto bagnata. La masturbò. La fetta era spessa e dura e disperdeva il suo profumo negli umori della donna, che stava urlando e supplicava “Più forte, spingilo più dentro, ti prego!”. Dopo qualche istante di silenzio, si spinse più indietro aderendo al muro, allargò di più le gambe e Bunny tuffò la sua lingua dentro di lei, leccandola in profondità, riempendosi di odori e sapori. Eloyse si dimenava, stingendosi i capezzoli ormai durissimi e dimenandosi. Bunny continuò a giocare con il suo clitoride finché la donna non venne a lungo strillando come non aveva mai fatto. Quando gli spasmi cessarono, scese dal bancone, prese qualcosa dalla tasca dei jeans. Quindi scelse con cura un cetriolo molto lungo e duro, e lo infilò in un preservativo.
-Girati, Bunny. – La spinse in avanti, in modo che il busto della donna finisse sulla frutta, schiacciando alcune more e fragole molto mature. Eloyse prese ancora della crema, allargò le natiche della donna e le coprì di crema. Si curvò e, incoraggiata dai mugolii di piacere che strappava all’altra, massaggiò l’ano della donna. Poi lo leccò, a lungo, girandoci intorno con la punta della lingua e poi su e giù tra le natiche, come se stesse leccando un gelato.
– Eloyse, scopami! – la stronza sorrise, conscia di averla spinta ad un livello enorme di eccitazione ma non le diede ascolto, la fece girare verso di sé e strinse forte le sue tette, e con la bocca ripulì la marmellata di frutta che le aveva sporcato il petto.
-Eloyse….tesoro…scopami…
Decise di obbedire.
-Allarga le gambe….così. E ora poggia le mani sul lavandino e piegati….brava…ma che bel culo che hai amore. Così tondo e grande… - e mentre le mormorava queste parole, le accarezzava l’ano e iniziava a infilarci un dito con gentilezza. Prese il cetriolo e la scopò il culo con quello, con un ritmo serrato. Bunny sollevò una gamba e la poggiò sul lavello affinché l’ortaggio le entrasse in profondità e non smetteva di mormorare “Sì, sì, ancora, mio dio come sei porca…continua…” finché tutto il corpo non si irrigidì e si contorse lievemente, per poi lasciarsi andare ad un forte orgasmo liberatorio. Non contente della passione che le aveva scosse, si misero su un tavolo grande su cui si stendeva la pasta, poggiandosi sui rispettivi fianchi, ripresero a stuzzicarsi. Si accarezzarono il sedere, Eloyse giocò con i peletti umidi di Bunny e quest’altra iniziò ad accarezzare con la lingua il pube depilato dell’altra. Una donna sa come far godere un’altra: le basta sintonizzarsi sul proprio corpo. Si penetrarono con due, tre dita mentre mordicchiavano i clitoridi o roteavano la lingua dentro la fica. Vennero ancora una volta, insieme, e quando tutto finì, non rimase loro che guardarsi negli occhi e accarezzarsi dolcemente, finché il corpo tornò alla normalità e decisero di sistemare il casino che avevano combinato in quella grande cucina, prima dell’arrivo degli altri ospiti.

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