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Visualizzazione post con etichetta Sesso orale. Mostra tutti i post
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martedì 6 novembre 2012

Il glande


Il glande era la cosa più sexy che avesse.
Il suo pene era leggermente curvo, ma stretto nel mio pugno che lo sfregava lentamente, divenne subito molto duro. Mi soffermai ad osservarlo. Il suo glande mi eccitava. Era morbido, spiccava nella lieve peluria del pube ed aveva un vago odore di talco. Il suo pene, mi ritrovai a pensare, rispecchiava l’uomo che avevo davanti, forte, giovane… eccitante. 
Accostai mollemente la lingua al glande, come si accarezza un gelato artigianale per sentire la prima volta se il sapore è come ce lo immaginiamo. Ci indugiai sopra, e risalii dal basso verso l'alto, lentamente.
La punta della mia lingua lo rendeva turgido, chiusi gli occhi e lo baciai teneramente. Man mano che le mie labbra premevano sul pene, si dischiudevano, lasciandolo scivolare nella bocca, accolti dalla mia lingua calda. 
Succhiai avidamente la cappella, accarezzandogli le gambe e lasciandomi strizzare i capezzoli e lì, in ginocchio davanti a lui, sul pavimento, accolsi il suo seme, che scivolò rapido nella mia gola, mentre i nostri occhi non cessavano di guardarsi.

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venerdì 30 settembre 2011

La notte

Era notte fonda e tirava molto vento, probabilmente stava per piovere. Ci fermammo in un grosso spiazzo con un albero di ulivo enorme, al centro.
Alan aveva bisogno di fare pipì, così si mise all’ombra dell’albero. Lo seguii e finsi di spiarlo, scherzosamente. Tornavamo da una serata fra amici e ci eravamo divertiti, eravamo un po’ brilli. Ricordo che ad un certo punto mi sono poggiata sull’albero, gli è caduto il pacco di sigarette proprio ai miei piedi, si è chinato a raccoglierlo e quando ha alzato lo sguardo si è ritrovato di fronte una donna scalza sull’erba, in reggicalze, con una leggera peluria scura sulla vagina e il vestito sollevato. 
Ha contemplato le mie gambe per qualche istante. Poi mi ha accarezzato i peli, so che gli piaceva che fossi naturale. Ha strofinato le bocca contro il mio sesso, ha infilato un dito nella sua fessura e poi ha allargato lentamente le labbra della vagina con due dita, mentre con un terzo sfiorava il mio clitoride. Ero già bagnata. Mi ha sfilato una calza, mi ha baciato il polpaccio ed è salito con la lingua dietro il ginocchio e poi sulla mia coscia, ha leccato il pube.
Il mio clitoride pulsava. Ho sollevato la gamba e l’ho poggiata mollemente sulla sua spalla. Stavolta, con entrambi le mani, mi ha allargato la vagina e ci ha infilato dentro la lingua. Ero completamente dilatata e lui affondava la sua lingua dentro di me, come se stesse cercando qualcosa con una pala. La sua lingua si muoveva e si muoveva dentro di me, girava come una trottola, rapidamente, e io morivo dal piacere. Sentivo i suoi gemiti soffocati mentre il mio bacino si muoveva lentamente, guidando il ritmo. 
Ho stretto la sua coda di cavallo e gli ho spinto la testa contro il mio corpo, costringendolo ad andare a fondo, i miei umori gli inondavano il viso.
Si è staccato, mi ha guardato: i nostri occhi erano socchiusi, sapevo che anche lui era eccitato. Mi ha infilato tre dita dentro ma anziché andare su e giù, imitando il pene, ha iniziato a muoverle avanti e indietro, sbattendo contro le pareti del mio utero e succhiando il mio clitoride.  
L’orgasmo è qualcosa di folle. Ti riempie il bacino di calore, e fa quasi male, una sensazione strana che per qualche istante non ti fa più ragionare. Gli occhi si chiudono e il corpo sembra una molla in tensione. Poi tutto scoppia, gli umori, un urlo liberatorio, stringi forte e convulsamente l’uomo che hai ai tuoi piedi ed è lì, eccitato, con la bocca piena di te…finché tutto finisce, la tensione di abbandona, risali  in macchina e parti per un’altra destinazione.

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sabato 5 febbraio 2011

Fellatio

Amava fare e ricevere sesso orale con il suo uomo. Il suo amante era steso sul letto con le gambe divaricate e indossava solo un paio di boxer. Lei si spogliò completamente e entrò sotto le lenzuola e infilò una mano nell’indumento intimo. Gli prese il pene e lo masturbò lentamente per un po’ poi, quando il membro iniziò ad indurirsi e la pelle si ritirò, inumidì con la punta della lingua la cappella dell’uomo. Continuò a giocarci…la sua lingua sfiorava la capocchia, si soffermava sul buchino e stringeva appena la base del pene, stimolandolo. Allargò le labbra e gradualmente lo infilò in bocca. Andò fino in fondo, finché non sentì la cappella arrivargli alla gola poi risalì. Iniziò ad andare su e giù con la bocca, accarezzandogli i testicoli. Lo leccò. Amava farlo. Si infilava un testicolo e poi l’altro in bocca, facendoli muovere con la lingua, poi li leccava e infine copriva ogni centimetro dell’asta ormai durissima con la saliva. Tornava a concentrarsi sulla cappella gonfia: la sua bocca carnosa e morbida la accarezzava e lo guardava dritto negli occhi mentre lui godeva e mormorava paroline sommesse. Lei si sentiva così porca in quei momenti e sapeva che lui pensava lo stesso di lei. Era completamente rilassato sul letto, a volte sollevava e poggiava le gambe sulle spalle dell’amata e le stringeva vicino al collo e lei gli accarezzava il sedere, il seno, i fianchi. Lui qualche volta guidava il ritmo prendendole la testa fra le mani e chiedendole di andare più a fondo e più velocemente, lei lo assecondava con piacere. Quando lui stava per venire lei accelerava il ritmo, le sue labbra si serravano facendo su e giù e le mani continuavano a giocare con le palle. Allora lui veniva preso dagli spasmi e lasciava che il suo sperma amaro le fluisse in bocca. 

Lei ignorava il sapore amaro del suo piacere, sentendosi bagnatissima anche lei, e ingoiava tutto, fino all’ultima goccia. Questo gli creava un piacere ancora più intenso che si aggiungeva all’immensa esplosione di sensi che si diffondeva nel suo corpo e gli faceva perdere la testa per qualche istante, lasciandolo spossato, indifeso. Lei si alzava e lo baciava sulle labbra, per stringersi poi fra le sue braccia.
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