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venerdì 16 novembre 2012

Dedicato ad E.


Non si aspettava di trovarla lì, in quell’albergo a due passi da Ankara.
Le aveva dato un brevissimo preavviso, lasciando un messaggino in segreteria telefonica, prima di partire oltralpe. Del resto, anche lei aveva saputo poco prima del fatto che faceva parte della spedizione chiamata in soccorso delle vittime della tragedia appena occorsa. Le piaceva il suo lavoro, ma vedere tutte quelle persone stravolte dal dolore per aver perso i propri cari e le proprie cose, oltre alla fatica fisica richiesta dalle sue mansioni, dopo una settimana l’aveva distrutta.
Sentiva la mancanza di casa e vederla lì, nella reception, le aveva accelerato i battiti del cuore. Si abbracciarono, sentì l’odore di pesca dello shampoo che usava sempre e le venne da piangere.
http://24.media.tumblr.com/tumblr_ma1ugs4glk1r5x99eo1_500.jpg 
May si era organizzata ed aveva preso il primo volo per la Turchia. Aveva bisogno di rivederla, di dimenticare il mondo e di stringerla tra le braccia. Era troppo presa dalla carriera, la stava trascurando da mesi; non aveva mai tempo o era troppo stanca, gli scarsi momenti passati insieme erano sempre più brevi e vuoti. Poi, il messaggio, ed aveva capito. Doveva accorciare le distanze.
Glielo doveva. Ed ora era lì, con i capelli disordinati, raccolti in una cipolla con un nastro verde.
Cercò le sue mani e le strinse fra le sue, scaldandole.

Giunsero in camera da letto, May guardò Brooke mentre si sfilava la tuta da lavoro e si dirigeva verso il bagno, dove poco dopo si infilò sotto la doccia, come poteva capire dallo scrosciare dell’acqua. Seguì distrattamente la televisione, cambiando canale a caso e sopportò il silenzio della donna che amava, anche se avrebbe voluto andare oltre l’abbraccio di prima. Pensava che le cose sarebbero andate diversamente. Immaginava di essere accolta con gridolini di gioia e invece…
Brooke però si infilò sotto alle coperte senza rivolgerle la parola.
May nel frattempo si era messa una lunga t-shirt che usava come pigiama, spense la tv e le luci e rimase a riflettere qualche istante. Si disse che non aveva fatto un volo di dieci ore per restare lì, in silenzio, senza far nulla.
Le si avvicinò sotto le coperte, le accarezzò il viso e notò che erano bagnate di lacrime. Allora scese dal letto e si infilò fra il corpo di Brooke e il bordo del letto. La sospinse appena verso il centro del letto e abbracciò il suo corpo nudo, accarezzandolo teneramente. Parlarono a lungo e le lacrime cedettero il posto a lunghi baci.
May amava leccare le piccole labbra di Brooke. La punta della sua lingua ne seguiva la forma, per poi insinuarsi tra le labbra e giocare con la sua lingua. Affondò le mani tra i suoi capelli neri, solleticò il suo collo indugiandovi sopra con le labbra umide dischiuse come un fiore. Senza smettere di morderle i piccoli capezzoli si mise su di lei e, accompagnando il ritmo del bacino, spinse tre dita dentro di lei, stimolandola, arrivando più in fondo che potesse. Trascinò le sue gambe al bordo del letto, quindi s’inginocchiò a terra e le leccò i polpacci, le cosce, fino ad affondare nei suoi umori. Entrò dentro di lei con dolcezza ma iniziò subito a muoversi dentro di lei in modo deciso, mandandola in visibilio. Brooke venne due volte… sussurrando parolacce e pregandola di scoparla sempre più forte. Poi, mise May sul divano all’angolo della stanza, allargandole le gambe sui braccioli. Accarezzò i suoi seni e scese lentamente schioccando un bacio sul clitoride dell’amante.
Fuori si susseguivano suoni ovattati ma dentro la stanza i sospiri e i respiri, le risate di gioia e gli ansiti riempivano lo spazio. Si fermarono qualche istante, si guardarono sorridendo.  
May le allargò le natiche e le scopò l’ano con due dita, guardandola gemere per il piacere. Osservò la vagina dilatarsi e restringere in preda agli spasmi dell’orgasmo e quando tutto finì, si lasciarono scivolare al suolo, continuando a stringersi e baciarsi teneramente, sussurrandosi promesse d'amore.

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domenica 22 luglio 2012

In biblioteca

Mancavano dieci minuti alla chiusura della biblioteca quando Martina entrò di corsa, pregandola di farle consultare un libro.
Faceva caldo, provò pena per la ragazza sudata che la guardava con gli occhioni imploranti.
Martina veniva spesso, era molto simpatica ed educata. Vestiva sempre in modo stravagante e d’estate, anche un po’ provocante. Così non obiettò.
La ragazza si diresse in fondo alla sala lettura e senza indugiare scelse un libro e si mise a sedere per consultarlo. Dopo una decina di minuti, Leila le si avvicinò in silenzio, curiosa. Martina stava leggendo un libro erotico, con delle illustrazioni a dir poco spinte… Si guardarono, imbarazzate. Martina farfugliò qualcosa e chiuse il libro, pronta a scappare, ma Leila la fermò. Indossava un abito estivo, lungo, a fiori, senza spalline. Era alta, con seni grandi e fianchi ampi, e la vita molto stretta.
-Non devi essere imbarazzata – cercò di rassicurarla. Non voleva che la ragazza smettesse di venire in biblioteca. Ne era attratta. È un libro come un altro. Ti piace?
Martina annuì. - È interessante e avvincente,- la mia prima lettura del genere. Ho sentito una recensione in tv e ho deciso di leggerlo. Per fortuna voi ce lo avevate.
Leila rise: - E pensare che quando me lo hai chiesto non avevo idea di cosa fosse, ne abbiamo un paio di copie, ma il titolo è… assolutamente innocuo. 

Martina la guardò, mordendosi la bocca. Il movimento con cui lo faceva era sensuale: il labbro superiore scivolava sotto i denti, lasciando sporgere quello inferiore. Leila pensò che dovessero essere molto morbide. Notò che aveva lunghe e folte ciglia bionde, quel giorno indossava una canotta e una minigonna jeans. Come per reprimere l’imbarazzo, sotto quello sguardo insistente, Martina spostò il peso da una gamba all’altra e fece un passo avanti per prendere il libro dal tavolo, ma incespicò e finì per schiacciare un lembo del vestito di Leila, che scivolo verso il basso, lasciando fuoriuscire il seno imponente della donna. Non sapevano come reagire, ma poi, Martina, con un gesto quasi involontario, le toccò il seno. Leila socchiuse gli occhi e sorrise. Prese il libro e con il dorso rivolto verso l’alto, lo infilò tra le gambe della ragazza, lentamente. Non incontrò resistenze. Lo fece strusciare sulle mutandine per qualche istante, mentre il desiderio diventava lampante negli occhi di Martina. Le sue mutandine si stavano bagnando e proprio in quel momento Leila la lasciò andare, mettendo a posto il libro.
Martina le andò dietro, la incastrò tra il suo copro e lo scaffale e le sollevò l’abito, insinuando immediatamente le dita fra le mutandine. Le due donne avevano la stessa altezza, ma Leila si sarebbe potuta divincolare facilmente, avendo una costituzione più robusta e delle belle braccia forti.
Invece si girò e spinse il pube contro le dita dell’altra, che frugavano tra gli slip. Martina trovò finalmente il clitoride, lo strinse appena, iniziò a tirarlo leggermente. Leila gemette, Martina le tappò la bocca con un bacio profondo, continuando a infilare le dita in profondità, stuzzicandole il palato con la lingua e poi indugiando sul collo. 
Sfilò le dita e se le succhiò, assaporando il sapore dei suoi umori a occhi chiusi. Quel gesto eccitò Leila. Non aveva mai immaginato Martina sotto quell’aspetto, con i capezzoli così duri da fuoriuscire dal reggiseno rosso, come s’intravedeva dalla maglietta. Le sollevò la canottiera sopra i piccoli seni a coppa di champagne e strinse i capezzoli tra i denti, spingendola verso il tavolo. Martina aveva il volto arrossato e gemeva di dolore e piacere. Leila la fece girare e poggiare contro gli scaffali e si inginocchiò. Inizialmente le accarezzò il sedere, era tondo, sodo e piuttosto grande. Poi lo schiaffeggiò con una rivista arrotolata per poi leccarlo dolcemente, scendendo fino alla coscia. Lei godeva…. I suoi umori le avevano bagnato le cosce.  Le accarezzò l’ano e poi lo leccò. Lo stuzzicò con un dito finché lo penetrò senza farle male e iniziò ad allargare il buchetto con due dita.
Allora Leila prese un evidenziatore e le masturbò il culo con quello. Il piacere di Martina la eccitavano da morire.
Il piacere era così intenso... finirono sul pavimento.
Leila prese un fallo dalla borsa. Lo infilò dentro Martina, i cui peli della vagina luccicavano per l’umidità. Le si mise davanti, dandole la schiena e si avvicinò finché non poté infilare l’estremità del fallo dentro di sé. Quando fu dentro iniziò a muoversi ritmicamente, godendo così tanto da non riuscire nemmeno a parlare. Il piacere le invase rapidamente… vennero gridando, e l’orgasmo fu violento.
Quando finirono, rimasero abbracciate teneramente sul pavimento, a baciarsi.



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mercoledì 14 marzo 2012

Acqua

Un getto d’acqua sul clitoride. Forte e freddo.
Lungo.
La vescica gonfia di pipì e un enorme desiderio di farla uscire.
Lei che ti bacia e ti penetra dolcemente dietro.
Tu che vieni nel bidet, con un orgasmo violentissimo che ti percorre il corpo per qualche istante, prima di lasciar scivolare la pipì….
Provatelo, ragazze, anche da sole.
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giovedì 9 febbraio 2012

3some


Giselle aveva in mano una piccola videocamera e sta facendo delle riprese nella stanza del college. Davanti a lei ci sono il suo ragazzo, Marvin, 25 anni, e la supplente di fisica, una mulatta di almeno quindici anni di più, con seno molto grande e una criniera rosso fuoco. 

Lui era seduto su una panca e si era subito eccitato quando lei era rimasta in minigonna jeans e stivali con un tacco alto e sottile. Gli aveva chiesto di schiaffeggiare i suoi seni, poi ti afferrare i capezzoli piccoli e chiari, di stringerli, di tirarli. Lo aveva attirato a sé con foga e lo aveva baciato profondamente, a lungo. Lei ci si era arrampicata, sedendosi sul pene e cavalcandolo con foga, stringendosi al collo di lui, che aveva affondato la lingua tra le tette della donna. La docente chiamò a sé Giselle, che poggiò la telecamera in un punto che avrebbe consentito le riprese, e si avvicinò. Tatiana rallentò il ritmo e leccò le labbra della giovane studentessa. La gelosia lasciò il posto ad una piacevole sensazione.

Si distaccò da Marvin e si concentrò sulla ragazza. La condusse a letto e la fece stendere. Le sfilò i collant, prese il suo piede fra le mani e osservò lo smalto rosso impeccabile sulle dita. Le tolse anche gli slip e strofinò il pube depilato contro la vagina di Giselle.


Marvin avvicinò il suo membro eretto al sedere della donna, e prese a baciarle il collo, ma Tatiana lo ignorò. Diresse le labbra sulle dita dei piedi di Giselle, accarezzandole l’interno delle cosce. Si rese conto che la ragazza si eccitava, era il suo punto sensibile. Il suo ragazzo le avvicinò il pene alla bocca per un pompino, penetrandola simultaneamente nell’ano e nella vagina con le dita, cosa che lei accolse con mugugni soddisfatti.

Tatiana scese lungo la gamba della ragazza con dei baci languidi, fino a che la sua lingua non iniziò a giocare con il suo clitoride: Marvin approfittò del momento per scoparla. Le due donne godevano rumorosamente, preso da un’eccitazione selvaggia, afferrò i capelli della donna e le schiaffeggiò il sedere fino a farlo arrossire. Ma sentiva che lei si eccitava di più. Quando ne ebbe abbastanza, andò a prendere la telecamera per riprendere le due donne stese su un fianco, intente in un 69. La figura longilinea e magra della sua ragazza era come incastrata nel corpo voluttuoso e formoso dell’altra e la sorpresa di vedere quel lato nascosto di Giselle lo stupiva ed esaltava. Avrebbero rivisto quel video più e più volte. Ogni tanto si avvicina con la telecamera, zoommando sulle curve, sulle dita, sulle cosce… Le toccava le baciava, prendeva il suo membro durissimo e si strofinava contro di loro. 


Le due donne ebbero un dolce orgasmo e decisero di concentrarsi su di lui. Si mise sul bordo del letto e mente Giselle succhiava le palle, Tatiana lo accolse fra le labbra carnose.

Le due donne giocarono per un po’, passandosi il pene, con le lingue, finché lui non resistette più e schizzò il seme su loro.




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giovedì 2 febbraio 2012

Sogno



Ho sognato di tornare a casa, dopo un giro in centro a fare shopping, e di ricevere una telefonata da una conduttrice televisiva.
Al programma ti mettevano a disposizione un tavolo enorme, circondato da un pubblico di persone ben vestite ma curiose.
La conduttrice mi diceva di mettermi carponi sul tavolo, nuda, con indosso solo un paio di tacchi vertiginosi.
Allora lei si avvicinava, prendeva un fallo piuttosto lungo e trasparente, di quelli chi si possono infilare contemporaneamente davanti e dietro, e lo usava per accarezzarmi la vagina finché, bagnata, non me lo infilava dentro, con dolcezza, commentando tutto al pubblico, curiosamente silenzioso ma del quale potevo percepire il desiderio e l’attesa
Io mi bagnavo tantissimo…
Alla fine lei mi si avvicinava, sfilava il fallo e mi sussurrava qualcosa all’orecchio che mi eccitava di più, mi si parava dietro la schiena e iniziava a masturbarmi, baciandomi il collo. Io socchiudevo gli occhi in estasi e al momento dell’orgasmo… mi sono alzata!
Ho regalato a mio marito un dolce risveglio stamattina…

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mercoledì 18 gennaio 2012

Strap-on Baby

Bunny indossò il dildo. il cinturino accentuava i fianchi abbondanti. Sopra indossava un bustino rosso vino, di pizzo, che lasciava scoperto il seno. Entrò nel bagno ed osservò Eloyse, di spalle, intenta ad insaponarsi.
"Bunny, sei tu?"
"Sì, tesoro, sto per infilarmi nella doccia"
"Ok. M’insaponi la schiena per favore?"
 hotBunny entrò nella doccia, prese la spugna insaponata dalle mani di Eloyse e iniziò un massaggio lento, che scendeva dalla nuca alle spalle, per tutta la schiena. La spinse verso la parete e aderì contro il suo corpo snello. Si strusciò contro di lei, dolcemente, bisbigliandole paroline dolci all'orecchio. Eloyse poteva sentire il materiale ruvido del bustino e la eccitava immaginare i capezzoli scoperti di Bunny scivolare sul suo corpo bagnato di schiuma.
Aprirono la doccia e furono inondate di acqua calda. Bunny mordeva la pelle di Eloyse, si abbassò all'altezza del sedere dell'amante, lo schiaffeggiò un paio di volte, vi fece scorrere la lingua in mezzo. Con due dita lo allargò di poco e vi fece scorrere un filo di sapone freddo. La vista la esaltò, sembrava sperma, odorava di muschio.
L'acqua spazzò via tutto e allora Bunny prese il suo finto pene ed entrò dentro Eloyse, con un gesto secco, prepotente. Eloyse non aveva scampo, stretta tra il muro e i respiri di fragola della sua dolce amante.
Bunny affondò dentro di lei una volta e poi un'altra ancora, finché Eloyse fu presa dal desiderio e scivolarono sul pavimento bagnato, in ginocchio. Spensero l'acqua. I vetri della doccia erano appannati, ogni tanto qualche goccia scivolava giù rapida, silenziosa.
"Siediti, Elle." ordinò Bunny. la guardava in viso per la prima volta, con il voto in fiamme e le labbra schiuse contornate dai corti capelli ricci.
Lei invece, i suoi capelli rossi li teneva sciolti e le ricadevano tra i seni, quasi a volerne sottolineare la rotondità e la pienezza.Fece strada al dildo fra le labbra schiuse di Eloyse e quest'ultima afferrò il pene e leccò i suoi stessi umori, chiudendo gli occhi. Bunny si slacciò il cinturino e si accoccolò accanto a lei, leccando il giocattolo con lei, finché le loro lingue si che prima si sfioravano soltanto si unirono in un languido bacio.
Aprirono la doccia per sbaglio e un forte getto d'acqua le colpì, sorprendendole mentre Eloyse si infilava il dildo e, messasi tra le gambe di Bunny, iniziò a scoparla selvaggiamente, strizzandole i capezzoli, finché anche lei non raggiunse l'orgasmo.
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La stagista


tatoo
http://tastefully-female.tumblr.com/

Mi piace mettere in difficoltà Titti. E’ la mia nuova stagista. Occhi color nocciola, folti capelli biondi ricci e una quarta di seno su un fisico niente male.
Lo so che è etero, ma voglio ugualmente provarci con lei, non può dirmi di no e lo sa.
Le do appuntamento alle sei, nella piccola sala della biblioteca, con ampie finestre e vecchi tavoli di legno. Le faccio capire che se vuol lavorare deve fare come le dico io. Ho chiuso la porta a chiave. Indossa una bella minigonna e gli stivali fino alle cosce.
Bene. Le sfilo le mutandine e le getto poco distanti.H a dei bellissimi tatuaggi colorati sulle gambe.
Lei non vuole che la tocchi così, è sul punto di piangere.
“Sarà bellissimo, vedrai…non piangere tesoro” le sussurro dopo averle baciato delicatamente la vagina. E’ quasi del tutto depilata, ha lasciato un po’ di peluria a forma di triangolo. La cosa mi meraviglia. La verginella che arrossisce per ogni cosa, che parla a bassa voce…!
Il suo sapore è delizioso. Le labbra della sua vagina sono grandi e compatte, quando le allargo vedo una bellissima farfalla rosa. La mia lingua scava a fondo nella sua meravigliosa fica, sento che le sue resistenze cedono man mano e inizia a gemere… le piace…Mi fa pipì addosso. Rido. Le do un fazzoletto.
“Pulisciti” le ordino.
“Mi faccia andare in bagno, la prego.”
“No, voglio che ti pulisci qui davanti a me.”
Ma lei resiste, allora la pulisco indugiando dentro di lei, raccogliendo i suoi umori. E' sempre più imbarazzata.
Suona il telefono. Due squilli; silenzio. E poi di nuovo due squilli. “E’ il capo.”
Titti si allarma. “Oh Dio, ci cacceranno via… Io…”
“Non preoccuparti, il capo sa tutto.”
Le guance di Titti prendono fuoco, leggo nei suoi occhi preoccupazione, terrore e stupore.
Prima di fare entrare il capo, gli bendo gli occhi e lo conduco su una sedia, di fronte a Titti, a cui faccio cenno con la mano di tacere e non muoversi.
La stazza del capo riempie la sedia. E’ un uomo alto, robusto, con un’asta sempre dura e gonfia. Gli abbasso i jeans e rimane in boxer, aperti davanti.
Faccio cenno a Titti di avvicinarsi. Le bisbiglio all’orecchio: “Succhiagli il cazzo” e dal mio sguardo capisce che non può che obbedire.
Avvampa per la vergogna. Io le accarezzo i capelli, a lungo, mentre lei, dapprima incerta, inizia a prenderci gusto e ad andare a fondo con il pompino. Il capo si è completamente rilassato, allargando di più e gambe e poggiando la nuca sui palmi delle mani. La sua bocca aperta lascia passare un alito di piacere e ogni tanto spinge il pene nella bocca rosa della stagista.
Lui sa che non sono io, ma ignora di chi si tratti. Il mistero lo eccita. E la visione del pompino eccita me.
Mi metto dietro di Titti e la scopo con due dita. I miei ritmi sempre più veloci la eccitano, spingendola ad aumentare la pressione sul cazzo del capo. Va sempre più giù, fino a sentire il cazzo in fondo alla lingua. Lui le afferra i capelli e la spinge sempre più giù.
Sollevo Titti, bruscamente, e mi siedo sul cazzo durissimo del capo, gli piace incularmi violentemente, il mio culo è piccolo e morbido, mi fa impazzire il modo in cui lo allarga, affondando le unghie nella mia carne. Se vedeste come lo so cavalcare, come mi muovo.... So cosa gli piace e so come godere. Ma oggi ho una stagista ed è lì in un angolo ad osservarmi, mentre scopo come non hai mai visto nessuno fare. Il capo mi fa alzare, si stende sul tavolo e dice alla ragazza di salire sul tavolo e sedersi sulla sua bocca. Lui la lecca meravigliosamente, mentre lei, seduta su di lui inizia a muoversi lentamente. Si toglie il cappottino, si solleva il maglione e si tocca i seni attraverso il reggiseno rosa, mentre il desiderio si accende sempre più forte. E mentre lui con maestria la guida verso l’orgasmo, io mi masturbo.  
Lei ha un orgasmo forte, non è di quelle donne che gridano, il linguaggio del suo corpo candido però è chiaro. E quando finisce, si avvicina a me che ho sto massaggiando il suo cazzo fra le mie piccole tette e gli lecca la capocchia assieme a me, finché il porco non libera il suo sperma cardo sulle nostre labbra.

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venerdì 6 gennaio 2012

Gioco di sguardi

E’ impossibile non notarla. E’ alta, ha i capelli molto lunghi e un viso perfetto.
Mi piacciono gli occhi castani e le labbra carnose, truccate solo con mascara e burro cacao.
Mi piace il modo il suo abbigliamento – giacca a doppio petto rosa, maglioncino con il collo a V, camicetta e cravatta fantasiosa, pantaloni aderenti. Ha scelto con gusto anche gli accessori: due pendenti alle orecchie e un orologio sottile.
Porta con grande disinvoltura ed eleganza anche i tacchi alti che indossa.
La guardo dapprima con grande ammirazione, perché è indubbiamente bella. E’ in carne, molto. Ogni aspetto del suo corpo esprime al contempo abbondanza e grazia.
Mi piace il modo in cui si muove e scosta i capelli.
Io sono in macchina, lei davanti ad un negozio chiuso. Sono le tre del pomeriggio, fa freddino. Entrambe aspettiamo qualcuno. Lei mi nota, allaccia il suo sguardo al mio ma fingo subito di stare cercando qualcosa nel vano portaoggetti. Non si fissano le persone, lo so, ma quella donna è magnetica.
Così, dopo qualche istante torno a spiarla, ma lei non ha mai distolto lo sguardo dalla mia macchina. E quando i nostri occhi s’incrociano, lei mi sorride. Mi chiedo se sia abituata a essere fissata così da altre donne. Mi sorprendo a immaginare cosa indossa sotto gli abiti, se un classico reggiseno e mutande o un bel body color carne, di quelli sexy, con le coppe abbellite dal pizzo.
E magari anche un paio di collant chiari. Mi piace pensare che abbia messo lo smalto rosso alle dita dei piedi e che abbia i capezzoli e le areole piccole e rosa.

Tara Lynn, modella oversize

Prende il burro cacao dalla borsa e con movimenti lenti se lo passa sulle labbra, le strofina fra loro, morbidamente, senza smettere di guardarmi. Ogni tanto si guarda intorno e poi verifica l’ora sull’orologio. E torna a cercare la mia ammirazione e curiosità. Lei si diverte, glielo leggo negli occhi. Ogni suo gesto è una divertita provocazione… Si scosta i capelli con un movimento apparentemente naturale della testa, va avanti e indietro sul marciapiede, poi si ferma e, fingendo di guardare una vetrina, si solleva appena la giacca e si sistemai pantaloni, mettendo in bella mostra il suo meraviglioso fondoschiena. Poi torna al punto in cui l’ho notata all’inizio. Si mordicchia un dito, chiude le labbra su di esso e lo succhia e, soprattutto,  mi fissa, imperterrita.
Marquita Pring
Marquita Pring, modella oversize

Il gioco diverte anche me. Mi sta seducendo o vuole solo provocarmi? Finalmente arriva la persona che stava aspettando, si tratta di una ragazza, che anch’io conosco e che, abbracciandola con grande slancio, nasconde la bellissima donna alla mia vista per qualche istante. Con mia grande sorpresa, le due si baciano con trasporto. La “modella” le accarezza la schiena e il sedere, poi si stacca leggermente da lei e, girandosi lievemente, mi guarda un’ultima volta prima di affondare la lingua nella bocca dell’amante. Poi, si prendono per mano e si avviano. Anch’io aspetto qualcuno che arriva di lì a poco. Presa da un turbinio di emozioni, la saluto distrattamente e metto in moto.
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lunedì 24 gennaio 2011

Il frutto della passione

- Ma che hai sul viso? – Eloyse rise divertita, vedendo il viso dell’amica pasticciato con la farina.
- Mi sono scostata i capelli e devo essermelo sporcato – le sorrise Bunny.
-Aspetta, ti pulisco. –Eloyse le si avvicinò e con la punta della lingua le leccò il contorno della bocca. Intinse un dito nella coppetta piena di crema e iniziò a giocarci, coprendo alcune parti del corpo della cuoca: prima ne mise un po’ sul lobo destro e poi su quello sinistro, poi leccò via la crema. Continuò tracciando una vena immaginaria sul collo, poi una collanina di perle. Ogni volta Bunny avvertiva un brivido perché la crema era fredda, e allo stesso momento era eccitata. Si trovavano nella casa in campagna e sapeva che nessuno sarebbe arrivato prima di sera, ma l’idea che qualche vicina potesse vederla dalla finestra la spaventava e divertiva allo stesso momento: cosa avrebbero detto le vicine tanto a modo se avessero visto una donna nascondere piccoli cm di pelle con della crema per poi aspirare, leccare e morderla con delizia? Cosa avrebbero pensando vedendo il suo corpo tremare mentre Eloyse le sbottonava il grembiule, le apriva i bottoni della camicetta, e spremeva il sac a poche di cioccolata fra i suoi seni? Il cioccolato scivolava pigramente al centro del suo corpo, dividendolo in due. Bunny non indossava il reggiseno. Eloyse si eccitò guardandola…le sue tette ricordavano i meloni piccoli e succosi che avevano a fianco, sul bancone, accanto all’altra frutta. Prese una fragolina, e cambiò la direzione del fluido denso, con il frutto coperto di cioccolata la imboccò. Rimase una traccia del dolce sul petto. Bunny si ripulì con le dita. Eloyse succhiò la cioccolata dalle sue dita con un atteggiamento sensuale, guardandola negli occhi.
Si baciarono e si strinsero avidamente, mescolando i sapori assorbiti.
Bunny aiutò Eloyse a spogliarsi, quando si staccarono l’una dall’altra e le chiese di mettersi sul tavolo, in preda all’euforia sessuale. Tagliò una fetta di melone acerbo, ancora duro, ci accarezzò la guancia di Eloyse e poi la penetrò con una lentezza tale da esasperare l’altra, rossa in volta e già molto bagnata. La masturbò. La fetta era spessa e dura e disperdeva il suo profumo negli umori della donna, che stava urlando e supplicava “Più forte, spingilo più dentro, ti prego!”. Dopo qualche istante di silenzio, si spinse più indietro aderendo al muro, allargò di più le gambe e Bunny tuffò la sua lingua dentro di lei, leccandola in profondità, riempendosi di odori e sapori. Eloyse si dimenava, stingendosi i capezzoli ormai durissimi e dimenandosi. Bunny continuò a giocare con il suo clitoride finché la donna non venne a lungo strillando come non aveva mai fatto. Quando gli spasmi cessarono, scese dal bancone, prese qualcosa dalla tasca dei jeans. Quindi scelse con cura un cetriolo molto lungo e duro, e lo infilò in un preservativo.
-Girati, Bunny. – La spinse in avanti, in modo che il busto della donna finisse sulla frutta, schiacciando alcune more e fragole molto mature. Eloyse prese ancora della crema, allargò le natiche della donna e le coprì di crema. Si curvò e, incoraggiata dai mugolii di piacere che strappava all’altra, massaggiò l’ano della donna. Poi lo leccò, a lungo, girandoci intorno con la punta della lingua e poi su e giù tra le natiche, come se stesse leccando un gelato.
– Eloyse, scopami! – la stronza sorrise, conscia di averla spinta ad un livello enorme di eccitazione ma non le diede ascolto, la fece girare verso di sé e strinse forte le sue tette, e con la bocca ripulì la marmellata di frutta che le aveva sporcato il petto.
-Eloyse….tesoro…scopami…
Decise di obbedire.
-Allarga le gambe….così. E ora poggia le mani sul lavandino e piegati….brava…ma che bel culo che hai amore. Così tondo e grande… - e mentre le mormorava queste parole, le accarezzava l’ano e iniziava a infilarci un dito con gentilezza. Prese il cetriolo e la scopò il culo con quello, con un ritmo serrato. Bunny sollevò una gamba e la poggiò sul lavello affinché l’ortaggio le entrasse in profondità e non smetteva di mormorare “Sì, sì, ancora, mio dio come sei porca…continua…” finché tutto il corpo non si irrigidì e si contorse lievemente, per poi lasciarsi andare ad un forte orgasmo liberatorio. Non contente della passione che le aveva scosse, si misero su un tavolo grande su cui si stendeva la pasta, poggiandosi sui rispettivi fianchi, ripresero a stuzzicarsi. Si accarezzarono il sedere, Eloyse giocò con i peletti umidi di Bunny e quest’altra iniziò ad accarezzare con la lingua il pube depilato dell’altra. Una donna sa come far godere un’altra: le basta sintonizzarsi sul proprio corpo. Si penetrarono con due, tre dita mentre mordicchiavano i clitoridi o roteavano la lingua dentro la fica. Vennero ancora una volta, insieme, e quando tutto finì, non rimase loro che guardarsi negli occhi e accarezzarsi dolcemente, finché il corpo tornò alla normalità e decisero di sistemare il casino che avevano combinato in quella grande cucina, prima dell’arrivo degli altri ospiti.
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venerdì 14 gennaio 2011

Bunny

Bunny entrò di corsa in casa, gettandosi sul tavolo, coprendosi il viso rigato dal pianto sommesso. “Non lo sopporto più!” gridò in direzione di Eloyse, che le aveva la porta della sua casa con un sorriso. Ora invece, la guardava sorpresa e sgomenta. Chiuse la porta, le si avvicinò e le chiese cosa la turbasse tanto. “Paul…è un idiota!Mi tratta male davanti agli amici e non fa che dirmi che sono grassa!” Il pianto si fece più forte.
“Oh…Bunny…mi spiace così tanto. Hai ragione: tuo marito è un idiota. Sei bellissima invece.” Le disse, sollevandole il mento. “Guardami.” Bunny le obbedì, cercando di asciugarsi il viso.
Eloyse la guardò dritta negli occhi e le sorrise. “Hai il viso più bello che io abbia mai visto. Se dimagrissi non saresti più tu”. Bunny chiuse gli occhi e sospirò, godendo per un attimo il calore della tenera carezza dell’amica. Quando stava male andava sempre da lei a sfogarsi. Eloyse era giovane, bella, decisa. Viveva sola, nonostante in quegli anni le donne si sposassero tutte molto presto e fossero devote alla famiglia. Eloyse era uno spirito libero, anti conformista. A favore del divorzio, i capelli ricci e morbidi erano sempre corti e in genere amava portare i pantaloni. Rideva molto, ed aveva una schiera di uomini, a cui teneva testa con discorsi molto colti, certo l’ultima cosa che loro volevano da lei. Bunny si chiese come mai non avesse un uomo ma non osava chiederglielo per perdere l’unica amica a cui potesse confidare i suoi pensieri.
Eloyse condusse piano la sua testa contro il proprio petto, continuò ad accarezzarla, finché la donna smise di piangere. Poi si inginocchiò davanti a lei, le prese il volto tra le mani e le sussurrò: “Sei bellissima…dentro e fuori. Con le tue curve così femminili”. L’aria si fece elettrica. Le loro labbra si incontrano quasi inconsapevolmente e si baciarono. Fu Eloyse a staccarsi per prima. “Scusami…”Balbettò. “Io…non volevo. Perdonami. Non so cosa mi sia preso.”
“Devo andare” rispose l’altra, altrettanto imbarazzata, precipitandosi verso l’uscita. “Grazie” disse velocemente, correndo verso la strada.

Non la vedeva da una settimana e non sapeva cosa fare. La verità era che quel bacio le era piaciuto. Aveva sentito un calore e una dolcezza che desiderava da tempo. Arrossì al buio della sua camera matrimoniale. Per un istante, grazie agli occhi chiusi, non aveva pensato che la stava baciando una donna e desiderò che quel contatto continuasse all’infinito. Si vergognava per quel piacere, pensò di essere una donnaccia. Una donna per bene doveva essere timorata di Dio e occuparsi del proprio marito. Però, si disse qualche istante dopo, mentre  il marito ronfava, non faceva male a nessuno. In fondo…non era un vero tradimento. Decise che l’indomani avrebbe portato una fetta di torta ed Eloyse.

La vide arrivare dalla finestra. Anziché correre alla porta come sempre, la osservò mentre si avvicinava. Era una donna estremamente femminile e affascinante, nonostante fosse tanto ingenua e giovane. Aveva un volto rotondo con una deliziosa spruzzata di lentiggini sul naso e sulle guance. Aveva dei lunghi capelli rossi sempre acconciati, ma quel giorno li aveva raccolti semplicemente in una cipolla sulla sommità del capo. Era alta, con dei grandi occhi blu, delle curve molto generose ed una vita insolitamente stretta. Evidentemente la pioggia l’aveva sorpresa perché era bagnata ed il suo abito le si era appiccicato addosso, evidenziando i piccoli seni pieni e tondi e le cosce ben tornite. Sentì un fremito di piacere fra le gambe che la allarmò. Come si sarebbe comportata? Forse avrebbe dovuto fingere di non essere in casa. Alla fine però, quando il campanello suonò, decise di aprirle.
“Ciao…ti ho portato un po’ della torta che ho fatto ieri.”
“Ti ringrazio” rispose Eloyse, con un ampio sorriso sincero: le era sinceramente affezionata. Non avrebbe dovuto provare quella voglia di lei, si rimproverò. “Ho visto che hai preso la pioggia!”
“Sì purtroppo…E’ uno di quegli acquazzoni estivi, sai…Piove per qualche minuto e poi torna il sole.” La seguì in cucina, mentre l’ospite era intenta a disporre la torta su un vassoio. “Eloyse, potresti prestarmi qualcosa da mettermi in attesa che i miei abiti si asciughino sul calorifero?”
“Ma certo, vieni con me”. La condusse in camera da letto e mentre l’amica si spogliava lei le prese alcuni abiti vecchi di sua madre, conservati in una cassapanca nel salone. Quando tornò nella stanza l’amica era in sottoveste e si stava togliendo delle calze. Avvampò. Cosa diavolo le stava succedendo? “Eloyse, mi aiuti ad abbassare la lampo per favore? Questo nuovo modello è infernale, non lo indosserò più.”
“Beh, però chissà quale effetto devi fare a tuo marito, sei molto sexy così.” Si morse il labbro. Non avrebbe dovuto dirlo. Bunny si girò di scatto vero si lei. Trattennero entrambe il respiro. Poi, Bunny chiuse gli occhi, come l’ultima volta che si erano viste, e porse leggermente in viso in avanti. Era un chiaro invito. Eloyse rispose baciando la sua meravigliosa bocca così ben disegnata, non troppo grande ma piena, morbida, sensuale. Le schiuse le sue labbra con la lingua, cercando la sua e stuzzicandola con sicurezza. Continuò ad abbassarle l’indumento, stringendosi maggiormente al corpo sinuoso della donna, che si lasciò sfuggire un gemito. Ogni centimetro di pelle che si liberava dal tessuto sentiva il calore bruciante delle mani di Eloyse, che la palpava con maggiore intensità. 
Si stesero sul letto. Eloyse si concesse di guardare Bunny, che stava ansimando ed aveva uno sguardo carico di desiderio ma tradiva anche una certa ansia. Paura? Imbarazzo? Decise che non le avrebbe dato tempo di pensarci su. La baciò ancora, infilandole le mani fra i capelli. Tracciò il contorno del suo viso e del suo collo bianco con le labbra umide e strinse teneramente i seni della donna, unendoli. Succhiò i capezzoli, lentamente, facendoli irrigidire, poi lasciò scivolare la lingua tra i seni, che le sembrarono più gonfi e duri. Tornò a baciarla a lungo sulla bocca e Bunny l’abbracciò, lasciò scivolare le mani sulla sua schiena e sulle natiche tonde e sode lasciandosi andare definitivamente.  Amava sentire il contatto dei loro petti, i seni grandi che si strusciavano l’un l’altro, aumentando la loro eccitazione. Eloyse continuò ad accarezzarla piano, sussurandole parole dolci, facendola sentire bellissima. Ad un tratto si staccò da lei e la guardò. Bunny le sorrise, il volto rosso e il respiro affannato per l’incredibile piacere. Si disse che avrebbe rimandato il momento del pentimento.  Eloyse le allargò le gambe, fece scorrere le mani dalle ginocchia nella fessura umida della sua amante e questa chiuse le gambe, istintivamente.
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“Non ti farò male” le disse piano con la voce roca per l’eccitazione. Quindi la baciò di nuovo lasciando che la mano le sfiorasse lentamente il clitoride. Lo massaggiò con dei tenui movimenti rotatori e poi affondò le dita dentro di lei, strappandole un gridolino di sorpresa. Il palmo della mano strusciava sulla sua vagina bruna facendo gonfiare il clitoride e masturbandola sempre più in profondità. Presa da un violento piacere Bunny iniziò a muovere il bacino, sempre più veloce, gemendo. Allora Eloyse si abbassò ulteriormente e, allargando le grandi labbra carnose della sua vagina, lambì il clitoride e poi lo succhiò, tirandolo dentro la bocca. Bunny credette di impazzire….Eloyse le strinse il bacino, cercando di farla muovere di meno e poi la penetrò con la lingua. Iniziò a masturbarsi con una mano, mentre con due dita dell’altra continuava a deliziare e torturare l’amica. Continuò a scoparla e a scoparsi freneticamente, mentre Bunny si toccava il seno, il volto, ansimava, stringeva le lenzuola ormai sfatte. Eloyse continuò bevendo i suoi umori finché Bunny non ce la fece più e scoppiò in un urlo di grande piacere, che uscì copioso sulla lingua della sua dea e si sparse sul letto. Mentre cercava di riprendersi da quell’esplosione di emozioni e sensazioni vide la sua amica venire a pochi centimetri da lei. Le si avvicinò e l’abbracciò, grata di aver scoperto un nuovo mondo.
(foto:http://sexgirlsandtattoos.tumblr.com)
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