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Visualizzazione post con etichetta fantasie. Mostra tutti i post
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mercoledì 16 maggio 2012

Female orgasm


da www.mozardien.com
Sono stesa sul divano.
Mi sfilo lentamente gli slip di pizzo verde smeraldo, intonati alle calze lunghe fino a metà delle mie cosce. Sopra indosso la sua canottiera, più grande di me di un paio di taglie: il mio seno scivola fuori dalla manica.
Inarco appena la schiena.  Chiudo gli occhi e lascio che i capelli si spargano sul divano, mentre inumidisco le labbra e quello inferioriore scivola sotto la stretta dei denti.
Inizia il piacere.
So che lui mi guarda, il mio piacere si amplifica riflettendo il suo. Le mie dita iniziano a massaggiare morbidamente il clitoride. Posso sentire la mia vagina riempirsi di umore caldo. Gemo piano... piano… Lui non può avvicinarsi a me, siamo d’accordo così: mi guarda e deve aspettare il mio piacere prima di potersi masturbare ma la sua mano non può fare a meno di assecondare il membro, che diventa man mano più duro.
Prendo il vibratore dal tavolo. È spesso un paio di cm ed è lungo almeno 13. È viola, di gomma, con un piccolo glande che al contatto con l’ano sembra sciogliersi. Lo infilo piano dentro di me, senza smettere di far ruotare il clitoride. Infilo l’oggetto dentro di me, piano, e aziono la vibrazione. Muovo il bacino, simulando di essere penetrata e so che ogni volta che mi protendo nella sua direzione, prega di potermi possedere selvaggiamente.
Scivolo fra i miei umori, sento una strana vibrazione sulle dita. Il giocattolo mi stimola sempre di più, sincronizzo la masturbazione… è bellissimo. Allargo le gambe, la mia fessurina rosa è lì, aperta, calda…
Vengo, gridando parole incomprensibili e lo trascino nella mia stessa goduria.
Lui non resiste più: mi si avvicina e con il membro duro, si masturba con pochi gesti e il suo sperma scivolano sul mio pube, tra le labbra della vagina, fino al mio bel culo.
Continua

giovedì 9 febbraio 2012

3some


Giselle aveva in mano una piccola videocamera e sta facendo delle riprese nella stanza del college. Davanti a lei ci sono il suo ragazzo, Marvin, 25 anni, e la supplente di fisica, una mulatta di almeno quindici anni di più, con seno molto grande e una criniera rosso fuoco. 

Lui era seduto su una panca e si era subito eccitato quando lei era rimasta in minigonna jeans e stivali con un tacco alto e sottile. Gli aveva chiesto di schiaffeggiare i suoi seni, poi ti afferrare i capezzoli piccoli e chiari, di stringerli, di tirarli. Lo aveva attirato a sé con foga e lo aveva baciato profondamente, a lungo. Lei ci si era arrampicata, sedendosi sul pene e cavalcandolo con foga, stringendosi al collo di lui, che aveva affondato la lingua tra le tette della donna. La docente chiamò a sé Giselle, che poggiò la telecamera in un punto che avrebbe consentito le riprese, e si avvicinò. Tatiana rallentò il ritmo e leccò le labbra della giovane studentessa. La gelosia lasciò il posto ad una piacevole sensazione.

Si distaccò da Marvin e si concentrò sulla ragazza. La condusse a letto e la fece stendere. Le sfilò i collant, prese il suo piede fra le mani e osservò lo smalto rosso impeccabile sulle dita. Le tolse anche gli slip e strofinò il pube depilato contro la vagina di Giselle.


Marvin avvicinò il suo membro eretto al sedere della donna, e prese a baciarle il collo, ma Tatiana lo ignorò. Diresse le labbra sulle dita dei piedi di Giselle, accarezzandole l’interno delle cosce. Si rese conto che la ragazza si eccitava, era il suo punto sensibile. Il suo ragazzo le avvicinò il pene alla bocca per un pompino, penetrandola simultaneamente nell’ano e nella vagina con le dita, cosa che lei accolse con mugugni soddisfatti.

Tatiana scese lungo la gamba della ragazza con dei baci languidi, fino a che la sua lingua non iniziò a giocare con il suo clitoride: Marvin approfittò del momento per scoparla. Le due donne godevano rumorosamente, preso da un’eccitazione selvaggia, afferrò i capelli della donna e le schiaffeggiò il sedere fino a farlo arrossire. Ma sentiva che lei si eccitava di più. Quando ne ebbe abbastanza, andò a prendere la telecamera per riprendere le due donne stese su un fianco, intente in un 69. La figura longilinea e magra della sua ragazza era come incastrata nel corpo voluttuoso e formoso dell’altra e la sorpresa di vedere quel lato nascosto di Giselle lo stupiva ed esaltava. Avrebbero rivisto quel video più e più volte. Ogni tanto si avvicina con la telecamera, zoommando sulle curve, sulle dita, sulle cosce… Le toccava le baciava, prendeva il suo membro durissimo e si strofinava contro di loro. 


Le due donne ebbero un dolce orgasmo e decisero di concentrarsi su di lui. Si mise sul bordo del letto e mente Giselle succhiava le palle, Tatiana lo accolse fra le labbra carnose.

Le due donne giocarono per un po’, passandosi il pene, con le lingue, finché lui non resistette più e schizzò il seme su loro.




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giovedì 2 febbraio 2012

Sogno



Ho sognato di tornare a casa, dopo un giro in centro a fare shopping, e di ricevere una telefonata da una conduttrice televisiva.
Al programma ti mettevano a disposizione un tavolo enorme, circondato da un pubblico di persone ben vestite ma curiose.
La conduttrice mi diceva di mettermi carponi sul tavolo, nuda, con indosso solo un paio di tacchi vertiginosi.
Allora lei si avvicinava, prendeva un fallo piuttosto lungo e trasparente, di quelli chi si possono infilare contemporaneamente davanti e dietro, e lo usava per accarezzarmi la vagina finché, bagnata, non me lo infilava dentro, con dolcezza, commentando tutto al pubblico, curiosamente silenzioso ma del quale potevo percepire il desiderio e l’attesa
Io mi bagnavo tantissimo…
Alla fine lei mi si avvicinava, sfilava il fallo e mi sussurrava qualcosa all’orecchio che mi eccitava di più, mi si parava dietro la schiena e iniziava a masturbarmi, baciandomi il collo. Io socchiudevo gli occhi in estasi e al momento dell’orgasmo… mi sono alzata!
Ho regalato a mio marito un dolce risveglio stamattina…

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lunedì 30 gennaio 2012

Quando scrivo...

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Scrivere di sesso mi eccita.Sarebbe strano il contrario.
Quando finisco un racconto sono sempre molto bagnata.
Allora lo chiamo e lo invito a leggere con me alla scrivania. A volte mentre lo fa mi abbasso e gli apro i pantaloni e gli accarezzo il pene. Commentiamo insieme quello che scrivo e spesso esce un nuovo racconto. Quando diventa duro, lo spingo contro lo schienale della sedia e mi siedo su di lui. Facciamo l’amore anche così, con le sue labbra che stuzzicano le orecchie e il collo e io che mi muovo lentamente, accarezzandogli i testicoli. Oppure resto ferma, con il suo pene dentro di me e il ronzio del vibratore nell’aria, le sue dita sul mio clitoride. Più legge e più si eccita… quando arriviamo ad un’eccitazione tale da non poter leggere oltre, si solleva senza staccarsi da me, mi appoggio alla scrivania e mi scopa così…
Adoro scrivere ;-)
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venerdì 6 gennaio 2012

Gioco di sguardi

E’ impossibile non notarla. E’ alta, ha i capelli molto lunghi e un viso perfetto.
Mi piacciono gli occhi castani e le labbra carnose, truccate solo con mascara e burro cacao.
Mi piace il modo il suo abbigliamento – giacca a doppio petto rosa, maglioncino con il collo a V, camicetta e cravatta fantasiosa, pantaloni aderenti. Ha scelto con gusto anche gli accessori: due pendenti alle orecchie e un orologio sottile.
Porta con grande disinvoltura ed eleganza anche i tacchi alti che indossa.
La guardo dapprima con grande ammirazione, perché è indubbiamente bella. E’ in carne, molto. Ogni aspetto del suo corpo esprime al contempo abbondanza e grazia.
Mi piace il modo in cui si muove e scosta i capelli.
Io sono in macchina, lei davanti ad un negozio chiuso. Sono le tre del pomeriggio, fa freddino. Entrambe aspettiamo qualcuno. Lei mi nota, allaccia il suo sguardo al mio ma fingo subito di stare cercando qualcosa nel vano portaoggetti. Non si fissano le persone, lo so, ma quella donna è magnetica.
Così, dopo qualche istante torno a spiarla, ma lei non ha mai distolto lo sguardo dalla mia macchina. E quando i nostri occhi s’incrociano, lei mi sorride. Mi chiedo se sia abituata a essere fissata così da altre donne. Mi sorprendo a immaginare cosa indossa sotto gli abiti, se un classico reggiseno e mutande o un bel body color carne, di quelli sexy, con le coppe abbellite dal pizzo.
E magari anche un paio di collant chiari. Mi piace pensare che abbia messo lo smalto rosso alle dita dei piedi e che abbia i capezzoli e le areole piccole e rosa.

Tara Lynn, modella oversize

Prende il burro cacao dalla borsa e con movimenti lenti se lo passa sulle labbra, le strofina fra loro, morbidamente, senza smettere di guardarmi. Ogni tanto si guarda intorno e poi verifica l’ora sull’orologio. E torna a cercare la mia ammirazione e curiosità. Lei si diverte, glielo leggo negli occhi. Ogni suo gesto è una divertita provocazione… Si scosta i capelli con un movimento apparentemente naturale della testa, va avanti e indietro sul marciapiede, poi si ferma e, fingendo di guardare una vetrina, si solleva appena la giacca e si sistemai pantaloni, mettendo in bella mostra il suo meraviglioso fondoschiena. Poi torna al punto in cui l’ho notata all’inizio. Si mordicchia un dito, chiude le labbra su di esso e lo succhia e, soprattutto,  mi fissa, imperterrita.
Marquita Pring
Marquita Pring, modella oversize

Il gioco diverte anche me. Mi sta seducendo o vuole solo provocarmi? Finalmente arriva la persona che stava aspettando, si tratta di una ragazza, che anch’io conosco e che, abbracciandola con grande slancio, nasconde la bellissima donna alla mia vista per qualche istante. Con mia grande sorpresa, le due si baciano con trasporto. La “modella” le accarezza la schiena e il sedere, poi si stacca leggermente da lei e, girandosi lievemente, mi guarda un’ultima volta prima di affondare la lingua nella bocca dell’amante. Poi, si prendono per mano e si avviano. Anch’io aspetto qualcuno che arriva di lì a poco. Presa da un turbinio di emozioni, la saluto distrattamente e metto in moto.
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giovedì 31 marzo 2011

La telefonata

-    Ciao tesoro.
-    Ciao…
-    Dove sei?
-    Sull’autobus, sto andando a lavoro.
-    Tra quanto arrivi?
-    Tra una decina di minuti. Dove ti trovi tu, invece?
-    Sono in ufficio, solo. Mi manchi.
-    Anche tu…
-   Sai, mi sono sfilato i pantaloni e ho le mani dentro i boxer. Sto guardando un filmino su internet.
-    Smettila di dire queste cose…non sono sola!
-    Lo so, quindi non puoi rispondermi!Ascoltami e basta. Parlerò a bassa voce, come stai facendo tu.
-    No, ti prego…sei sempre il solito stronzo.
-    Immaginavo di averti qui, seduta sulla mia sedia, in accappatoio, appena uscita dalla doccia, con le gambe divaricate appoggiate alla mia scrivania di vetro…
-    Sm-smettila!
-    Ci pensi? Io mi chino sul tavolo e vedo la tua peluria. Mi metto sotto il tavolo e inizio a succhiarti il clitoride…leccarti dietro le ginocchia, so che ti piace tanto. Sbaglio?
-    No…
-    E poi faccio scivolare delle gocce d’arancia sulla tua gamba e lecco via tutto fino a raggiungere le dita dei piedi. Li succhio uno ad uno, lentamente, come se fossero un lecca-lecca. Sei eccitata vero?
-    Sì…
-    C’è molta gente nell’autobus?
-    Siamo stipati come sardine.
-    Cosa indossi?
-    Una tuta da ginnastica.
-    Bene, allora puoi infilarti una mano dentro.
-    No…ho il ciclo.
-  Non ci credo. Infilati una mano dentro le mutadinde…che magari non hai indossato stamattina.
-    Infatti. Hai indovinato.
-    Mmm…è durissimo amore.
-    Lo so…posso immaginarlo.
-    Vorresti essere qui con me a cavalcarlo?
-    Tanto…
-    Ti stai masturbando?
-    NO!
-    Bugiarda. Affonda le dita tra i peli, come se fossero le mie, immagina che io sia uno degli sconosciuti che hai attorno. Immagina che sia dietro di te e che con la scusa della calca mi strusci contro il tuo sedere. Pensa come mi ecciterei realizzando che non hai le mutandine. Si solleverebbe subito il cazzo dietro di te. E tu non potresti muoverti. Immagina il mio respiro affannoso, dietro di te, il mio pene gonfio che spinge di più e ad ogni brusca curva dell’autobus sembra penetrarti. Immagina che io sia così audace da infilarti una mano dentro i pantaloni e palpi il tuo piccolo culetto. E afferri il lobo del tuo orecchio con i denti. Pensa l’imbarazzo quando qualcuno si volterà a guardarci e capirà.
-    Tesoro…
-    Scommetto che sei bagnatissima.
-    Già. Che bastardo! Adesso devo scendere.
-    Ok. Io mi rivesto e mi metto a lavoro. Facciamo un gioco.
-    Quale gioco?
-    Pensa alle mie parole mentre sarai a lavoro, ma non toccarti. Non fare pipì. Ci incontriamo tra due ore al bar nella 32esima.
-    Per fare cosa?
-    Chissà. Fai finta di non conoscermi, mi avvicinerò io a te. Ciao
-    Ma…
Click. 
(continua qui)
Continua

sabato 19 marzo 2011

Fantasie strampalate durante la pausa

Non c’è mai molto tempo per scrivere ma, approfittando di una piccola pausa, ho pensato di scrivere una cosa in modo un po’ ironico, tanto per spezzare un po’.

Ad ognuna la propria fantasia. Ci sono donne che sognano di far sesso con il ginecologo, così la visita diventa un momento profondamente eccitante. Nella penombra della stanza la donna si sfila i tacchi (perché ci sono donne che indossano tacchi anche per andare in ospedale facendo un gran baccano), poi i jeans attillati, si stende sul bordo del lettino e poggia i piedini profumati e laccati di smalto rosa sul poggia piedi. Alcuni medici sono molto confidenziali e danno del tu. Spesso sono anche sexy ed hanno una voce profonda e sensuale.
-Fammi un bel respiro per favore.
Lei inspira e sente già il corpo vibrare al pensiero di cosa l’attende.
-Come ti senti? – le chiede il dottore.
-Bene grazie- risponde lei – anche se preferirei che il tempo fosse migliore.
-Eh già, ma presto arriverà la primavera. Hai avuto nessun problema ultimamente?
-No…ma mi aveva consigliato di tornare per una visita…
-Certo, certo, hai fatto bene.
Nel frattempo il nostro dottor Cuore infila la sonda, che ha una forma allungata per penetrare meglio la donna, nel dito di un guanto in lattice, ci spreme su una gelatina freddissima, come se fosse panna appena uscita dal frigo e pronta ad essere sparsa su un piattino di fragole e, con estrema dolcezza – i ginecologi sono più delicati delle colleghe – abbatte le resistenze della calda vagina della paziente la quale, completamente rilassata, chiude gli occhi e, complice la semioscurità, si mordicchia il labbro, immaginando le grandi mani del dottore massaggiarle i fianchi.
La sonda inizia a roteare dentro l’utero della paziente, in modo delicato, ma la donna lo sente tutto dentro quel coso duro, ed è come se fosse l’amante a muoverle dentro uno di quei falli lunghi che ti riempiono e ti fanno gridare durante tutto l’amplesso.
-Rilassati- sussurra lui, con la solita voce morbida e rassicurante.
Il dottore commenta ciò che si proietta sul monitor e lei annuisce come se, anziché immaginare che quel coso duro che ha dentro sia un pene, in realtà capisse davvero quello che le sta dicendo.
Ora, quando si sfila la sonda la donna è bagnatissima, perché fuoriescono i liquidi, un po’ come quando un uomo le viene dentro e lei spinge per buttare via il seme.
E se lui sfilasse la sonda, si abbassasse i pantaloni e si avvicinasse a lei e, complice la lubrificazione, le infilasse dentro il suo pene bello duro? Provate ad immaginarvi pazienti o dottori. Lei magari con dei capezzoli induriti, dietro la camicetta aderente, il corpo totalmente rilassato ed esattamente all’altezza del vostro membro. L’avete notata già mentre sedeva in sala d’aspetto, con i capelli corvini, mossi, lunghi fino alla schiena e quel corpo morbido, quel sorriso dolce e provocante insieme e un paio di occhialetti da maestrina.
Ed è lì ora, seminuda davanti a voi, con le labbra carnose dischiuse. Non perdete tempo in preliminari, è lì, vogliosa, davanti a voi! Con un colpo secco siete dentro di lei, così aperta, bagnata e calda. Le aprite la camicetta ed escono fuori le tette dure come mele, con dei capezzoli piccoli e tesi. La sola vista vi fa salire il sangue alla testa così prendete la sonda e la infilate tutto nel suo bel culetto. Il suo piacere vi avvolge e magari c’è anche un’assistente che vi spia della buco della serratura a da una piccola apertura della porta a soffietto. Magari potreste coinvolgerla e fare in modo che vi lecchi i testicoli e poi le tette della paziente, magari potrebbe leccarle il buchetto del culo. Oppure, stavolta, potreste lasciarla lì a guardare, senza neppure il coraggio di masturbarsi.
Ancora, facendo un passo indietro, potreste limitarvi a masturbare la donna con quella sonda fino alla farla venire, senza toccarla e poi sborrarle addosso, sul pube, sulle tette, sul viso...magari in bocca.
A voi la scelta. Se siete la paziente, un’occasione così non vi ricapiterà più e la sognerete a lungo mentre siete nel letto e vi toccate.
Mi fermo qui, la pausa è conclusa. E’ stato divertente pensarci. La prossima volta dovrò cimentarmi in qualcosa di più forte forse, qualche suggerimento?

Elle.
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domenica 6 febbraio 2011

Fantasie (1)

Ci sono uomini che vorrebbero essere masturbati dalle proprie donne con i piedi. Pensate a dei bei piedi curati, grandi o piccoli a seconda delle misure della donna. Dei piedi profumati, laccati con lo smalto, magari non necessariamente colorato, solo trasparente. Immaginatevi seduti alla vostra scrivania. Una donna voluttuosa, morbida, con indosso un completo intimo aderente e sexy, calze autoreggenti velate, vi raggiunge. Vi apre la patta dei pantaloni e tira fuori il vostro membro, che non tarderà ad indurirsi dopo essere stato baciato. Lo lubrifica con una cremina, masssaggiandolo con cura, poi si  siede sulla vostra scrivania. Si sfila le ciabatte, con un piede vi spinge delicatamente contro lo schienale della sedia. Solleva il membro con entrambi i piedi, poi con le dita inizia a massaggiarlo. Il movimento è ritmico, i suoi piedi sono caldi, e voi eccitati. Continua ancora per un po’ poi, sul più bello, scende dalla scrivania, si inginocchia davanti a voi e si sfila la maglietta mostrando due bei seni grandi in mezzo ai quali strofinerà il vostro sesso, leccando la cappella ogni volta che raggiungerà la sua lingua. Accarezzate i seni e li stringete, giocate con i capezzoli duri, che vi fanno capire come anche lei sia divertita ed eccitata. Lei accelera il ritmo e alla fine…venite sul suo seno, sulle labbra le finisce qualche schizzo che lei leccherà via velocemente.
 
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giovedì 27 gennaio 2011

La farfalla

La luce tremolò. L’ascensore si bloccò all’improvviso producendo un rumore tipico degli ingranaggi che si fermano. Si guardarono negli occhi per un secondo con un’espressione interrogativa. L’illuminazione si spense, sostituito dalla fioca luce attivata dal salvavita. Erano gli ultimi ad uscire, se anche avessero chiamato aiuto ci sarebbe voluto del tempo prima che qualcuno intervenisse.
Lui era molto giovane, ed aveva un aspetto dolce, con le guance sempre rosse e i dolci occhi chiari nascosti dietro i grossi occhiali da vista. Era un bel ragazzo, alto, con un fisico asciutto.  
Lei aveva una cinquantina d’anni forse, per la posizione che ricopriva nello studio non poteva essere più giovane. D’altra parte lui l’aveva osservata ogni volta che ne aveva avuto l’occasione, era una donna bellissima, con un fisico curvilineo ma non abbondante, sempre con i tacchi a spillo e abiti aderenti di gran classe.
Faceva molto caldo.
Ad un tratto lei contrasse le gambe, sollevando appena quella destra, come se dovesse fare pipì. Inarcò la schiena, serrando i pugni. Il suo corpo iniziò a tremare e alla fine si accucciò. Lui la guardò spaventato, non capiva cosa le fosse preso. Lei si risollevò, mosse qualche passo verso di lui, gli buttò un braccio al collo e lo baciò, lasciando scivolare le dita fra i suoi riccioli bruni.
Lui si sentì il suo membro premere contro i pantaloni. Lei gli prese la mano e la condusse dentro il suo perizoma di pizzo. Le sue dita toccarono un oggetto che sembrava di plastica ma non capiva di cosa si trattasse.“E’ un vibratore  a forma di farfalla e si attacca al clitoride…mi provoca molti orgasmi durante il giorno”. La confessione lo eccitò maggiormente.  Si mise per terra per guardarlo meglio, spostò la mutandina bagnata, e vide con fatica il piccolo oggetto che vibrava ancora. Lei gli poggiò una gamba sulla spalla, gli afferrò i capelli e gli disse: “Leccalo”.
Lui fece come le aveva chiesto, sentendo gli umori della donna colare sul pavimento e provando una strano calore dentro per questo. “Sai…”continuò lei, parlando a tratti con la vice roca “molte volte quando vieni a portarmi le carte io…io attivo la farfalla e mentre mi parli io mi mordo le labbra per trattenermi dal gridare. Mi eccita venirti davanti mentre non lo sai”.  
Gli piaceva l’odore dei suoi umori, le allargò il sesso e lo leccò, la sua bocca era madida e questo lo faceva sentire un gran maiale. Lei muoveva il bacino, spingendogli la testa contro il pube. La situazione la eccitava: era chiaro che lui non era molto esperto ma si divertiva. Venne ancora. 
Si mise per terra anche lei e prese a sfregarli il pene ormai durissimo e constatò con piacere che era grande e lungo. Lo infilò in bocca e lo succhiò avidamente, andando su e giù con la testa e giocando con i testicoli.
Poi lei gli si sedette sopra e iniziò a cavalcarlo con grande maestria. Lui le strappò l’abito da un lato e cercò confusamente di sfilarle il reggiseno, preso dalla furia del piacere, ma uscì solo un seno e sentì una scossa vedendo il contrasto tra le sue piccole dimensioni e il capezzolo grande e scuro. Se lo infilò in bocca come se fosse un poppante e ci giocò a lungo. Lei aveva allargato le gambe al massimo e ormai lui le era dentro del tutto. Lei si sentiva completamente riempita dalla virilità del giovane e il suo clitoride era gonfio di piacere, stimolato dall’euforia e dal piccolo vibratore.
Le luci si accesero. L’ascensore riprese a muoversi.
Michele aprì gli occhi appena in tempo per rendersi conto di essere sul punto di venire e gli bastò qualche movimento per raggiungere il massimo piacere.
Era stato solo un sogno, un bellissimo sogno.
Continua

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