Marlene
non era esattamente quella che si dice una bellissima donna, ma era
molto elegante, raffinata e, cosa importante, aveva un gran bel culo.
Era per questo che Edgar l’aveva scelta come amante. Con lei poteva fare
tutto quello che in quasi vent’anni di matrimonio sua moglie gli aveva
negato, soprattutto il sesso anale. Marlene era la sua segretaria e come
lui era sposata ed annoiata, perciò il compromesso di concedersi l’uno
all’altra senza alcun legame sentimentale era gradito ad entrambi.
Questi ed altri pensieri scorrevano veloci mentre spremeva della
vaselina da un tubetto che teneva nell’armadietto del bagno. Si avvicinò
a Marlene con il membro eretto e lei, sdraiata su un fianco su un
tavolo non molto alto che tenevano come arredo, si stava masturbando
piano. Riprese a leccargli i testicoli irrigiditi, sentendo l’odore del
pene che gli strusciava sulla guancia. Edgar sollevò la natica e vi
infilò sotto la mano, facendola andare su e giù per distribuire un po’
della crema. Man mano che l’ano si ammorbidiva al contatto con il
lubrificante, lui iniziò a stimolarlo, accarezzandolo prima e
penetrandolo. Dapprima infilò un dito, poi due. Quel gesto lo eccitava
in un modo quasi animalesco e anche a lei piaceva, lo capiva perché in
certi momenti, quando il piacere aumentava di più, la donna lo leccava
debolmente, come se la goduria la indebolisse. Marlene era rimasta con
la camicetta sbottonata, da cui si vedeva il reggiseno rosa di pizzo, le
calze autoreggenti e i tacchi.
Riuscì a penetrarla con tre dita, andando in profondità e quando sentì che quel bel culo si era completamente rilassato, andò all’altra estremità del tavolo e attirò la donna a sé, prendendola per i fianchi. Le sollevò le gambe e se le poggiò sulle spalle, prese in mano il membro e lo passò prima sulla fica bagnata e carnosa della donna e poi lo infilò nel culo. Mentre la scopava poteva sentire le chiappe morbide e grandi della segretaria scaldarlo, gli piaceva guardarle la sua faccia contratta dal piacere e l’espessione quasi supplichevole che le compariva sul volto, mentre mormorava parole sconnesse: “Ancora…ancora…prendimi tutta ti prego, più forte…” Per tutta risposta lui affondava, sentendo la carne calda e stretta attorno al suo cazzo grande e lungo. Le laccava i polpacci, le mordeva le caviglie, e continuava a scopare il culo di quella porca. La fece girare di nuovo su un fianco e sentì che non poteva entrare ulteriormente dentro di lei, continuava a scoparla intensamente, piegandosi lungo il suo corpo morbido e pallido, osservandola mentre chiudeva gli occhi sotto le grandi lenti degli occhiali e si mordicchiava le labbra. Infine lei si mise carponi, sollevando il sedere al massimo e avvicinandosi al cazzo ancora molto duro, che le entrò dentro con estrema facilità.
Riuscì a penetrarla con tre dita, andando in profondità e quando sentì che quel bel culo si era completamente rilassato, andò all’altra estremità del tavolo e attirò la donna a sé, prendendola per i fianchi. Le sollevò le gambe e se le poggiò sulle spalle, prese in mano il membro e lo passò prima sulla fica bagnata e carnosa della donna e poi lo infilò nel culo. Mentre la scopava poteva sentire le chiappe morbide e grandi della segretaria scaldarlo, gli piaceva guardarle la sua faccia contratta dal piacere e l’espessione quasi supplichevole che le compariva sul volto, mentre mormorava parole sconnesse: “Ancora…ancora…prendimi tutta ti prego, più forte…” Per tutta risposta lui affondava, sentendo la carne calda e stretta attorno al suo cazzo grande e lungo. Le laccava i polpacci, le mordeva le caviglie, e continuava a scopare il culo di quella porca. La fece girare di nuovo su un fianco e sentì che non poteva entrare ulteriormente dentro di lei, continuava a scoparla intensamente, piegandosi lungo il suo corpo morbido e pallido, osservandola mentre chiudeva gli occhi sotto le grandi lenti degli occhiali e si mordicchiava le labbra. Infine lei si mise carponi, sollevando il sedere al massimo e avvicinandosi al cazzo ancora molto duro, che le entrò dentro con estrema facilità.
Lui
si limitò ad accarezzarle le natiche mentre lei si scopava da sola,
gemendo sempre più forte. Andava avanti e indietro roteando il bacino
finché non ebbe un lungo orgasmo ma rimanse con il pene dentro. Allora
lui la afferrò per i fianchi e magre e le diede ancora qualche colpo,
prima di venirle nel culo. Quando ebbe finito la ripulì con una
salvietta, le diede un bacio sul collo e tornarono a lavorare.





0 commenti:
Posta un commento